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come è fatta una casa a Telaio?

L’ottavo video di Woody Solution parla del sistema costruttivo a Telaio.

 

COME E’ FATTA UNA CASA A TELAIO?

Uno dei sistemi costruttivi più collaudati per la realizzazione di case in legno è senza dubbio il sistema a telaio o “Platform Frame”.

Le origini di questo sistema, nato in America settentrionale, risalgono al periodo della colonizzazione del continente e, da allora, si è sempre più diffuso, fino ad arrivare ad occupare, nel continente nordamericano, la quasi totalità del mercato dell’edilizia residenziale, e nel resto del mondo, una quota sempre più ampia.

Nel sistema costruttivo a telaio gli elementi portanti sono le pareti, formate da un’intelaiatura costituita da montanti di legno, posti ad un interasse di circa 60cm e completati da un corrente inferiore ed un corrente superiore, di uguale sezione, inchiodati ai montanti.

Su un lato dell’intelaiatura (in alcuni casi per esigenze strutturali su entrambi i lati) viene inchiodato il rivestimento portante, formato da pannelli a base legno o gesso. Questi pannelli, svolgono la funzione di impedire l’instabilizzazione dei montanti per effetto dell’azione dei carichi verticali, e i montanti stessi a loro volta impediscono lo svergolamento dei pannelli.

La sezione dei montanti e dei correnti e lo spessore dei pannelli è determinata dalle esigenze di calcolo; infatti, più elevate saranno le sollecitazioni, maggiori saranno le sezioni richieste.

Ma le pareti, oltre a svolgere le fondamentali funzioni di portare i carichi verticali e di resistere alle azioni orizzontali (vento e sisma), sono anche elementi di tamponamento verticale che scandiscono la geometria esterna della costruzione e le sue partizioni interne. Questo è reso possibile grazie alla possibiltà di inserire porte e finestre, che andranno realizzate rinforzando il telaio per mezzo del raddoppio dei montanti e delle architravature.

Lo spazio tra un montante e l’altro viene riempito con del materiale isolante; il lato interno è rifinito con un pannello di rivestimento, il lato esterno, dalla finitura desiderata, che potrà essere ad esempio a cappotto più intonaco o in pietra o in legno.

 

Pareti, solai e coperture, realizzati in questa maniera, possono essere prodotti in stabilimento a differenti livelli di prefabbricazione e successivamente montati in cantiere, permettendo la rapida chiusura della costruzione.

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Come si comporta una struttura in legno soggetta a incendio?

Il settimo video di Woody Solution parla del comportamento al fuoco di una struttura in legno.

 

COME SI COMPORTA UNA STRUTTURA IN LEGNO SOGGETTA A INCENDIO?

Opinione comune e diffusa è che dove c’è legno, c’è rischio di incendio.

Il legno brucia, e ciò è vero, perché il legno è un materiale combustibile. Questo però non significa che le strutture in legno non possiedano resistenza al fuoco e che siano più vulnerabili rispetto alle strutture in acciaio o cemento armato.

E’ importante sottolineare che raramente le strutture in legno contribuiscono ad alimentare un incendio, anzi manifestano un comportamento migliore rispetto a quello che avviene in strutture realizzate con altri materiali.

Vediamo di seguito gli aspetti principali del comportamento di un elemento strutturale in legno sottoposto ad incendio:

– Il legno brucia molto lentamente, grazie alla presenza di acqua al suo interno, dall’esterno verso l’interno dell’elemento, con modalità note e prevedibili; non solo: gli strati esterni carbonizzati “proteggono” gli strati interni (vedi figura n. 1)

Il legno non ancora carbonizzato (cioè non ancora intaccato dall’azione dell’incendio) rimane efficiente dal punto di vista meccanico

– La rottura meccanica dell’elemento avviene quando la parte della sezione non ancora carbonizzata è talmente ridotta da non riuscire più ad assolvere alla sua funzione portante.

La velocità di carbonizzazione del legno è pari a solo 0,7 mm al minuto; come abbiamo visto, lo strato carbonizzato funge da protezione al fuoco per lo stato interno, la portata dell’edificio è perciò garantita per alcune ore, un tempo senz’altro sufficiente per allontanarsi in sicurezza dall’abitazione e, in alcuni casi, per permettere lo spegnimento dell’incendio, limitando i danni all’edificio.

Fig. 1

 

Se poi si confronta il comportamento del legno con quello di altri materiali da costruzione più tradizionalmente utilizzati nel nostro paese e verso i quali normalmente non c’è alcun pregiudizio rispetto alla loro resistenza nei confronti dell’incendio, non essendo materiali combustibili, si capisce ancora meglio perché il legno sia addirittura da preferire.

– Gli elementi strutturali di acciaio non bruciano, ma il materiale subisce un rapido decadimento delle proprietà meccaniche in funzione della temperatura, al punto da avere, attorno agli 800°, le prestazioni meccaniche ridotte addirittura dell’80/90%! Essendo infatti l’acciaio un buon conduttore di calore, la temperatura aumenta rapidamente in tutta la sezione e le capacità portanti vengono perse in pochi minuti (vedi figura n. 2)

Figura n. 2

Scena post incendio: si vede una trave in legno supportare due travi in acciaio deformate.

– Nelle costruzioni in calcestruzzo armato, la resistenza al fuoco è determinata dallo spessore del rivestimento delle armature metalliche, che rallenta l’aumento di temperatura nell’acciaio.

– Nelle strutture di legno i punti deboli sono le unioni, che presentano elementi metallici a vista come scarpe, piastre, ecc. Queste, se non protette, sono le prime a cedere durante l’incendio.

Cosa avviene pertanto negli edifici a struttura in legno?

Nelle case in legno l’ossatura portante dell’edificio si trova all’interno di un insieme di materiali che fungono da protezione per il legno stesso.

Ad esempio, nel lato interno un rivestimento della parete o del solaio con un pannello di cartongesso standard da 15mm di spessore fornisce un’ulteriore resistenza al fuoco di 19min, se posato con intercapedine vuota superiore a 2mm di spessore. Se l’intercapedine è di 4cm ed è riempita con lana di roccia, tale valore aumenta fino a 35min!

Anche la protezione data dal rivestimento esterno dell’edificio contribuisce a rallentare la propagazione dell’incendio.

Prove sperimentali, come il Progetto Sofie, hanno dimostrato che un edificio in legno di tre piani, completato con i materiali costruttivi usualmente utilizzati per rivestimenti sia interni che esterni, può resistere ad un incendio reale della durata di un’ora, senza subire alcun danno irreversibile alle strutture portanti e senza causare serio pericolo agli occupanti. Inoltre, gli ambienti hanno una buona tenuta non solo nei confronti delle fiamme, ma anche nei confronti del pericolo di passaggio di fumi e della propagazione dell’incendio da un ambiente all’altro.

Queste osservazioni ci permettono di sfatare i luoghi comuni e di ribadire non solo che le strutture in legno hanno un ottimo comportamento in caso di incendio, ma che risultano anche più facilmente riparabili rispetto a strutture in acciaio o in cemento armato.

 

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Quale Iter burocratico segue la realizzazione di una casa in legno?

Il sesto video di Woody Solution parla dell’iter burocratico che segue una casa in legno.

QUALE ITER BUROCRATICO SEGUE LA REALIZZAZIONE DI UNA CASA IN LEGNO?

Ancora oggi in Italia per la maggior parte delle persone la casa in legno è una casetta di piccole dimensioni, magari venduta in megastore accanto agli articoli da giardinaggio… Nulla di più sbagliato! Le soluzioni costruttive in legno, che si possono legittimamente includere nella categoria delle “case prefabbricate” a basso consumo energetico, non vanno assolutamente confuse con le strutture in legno rivolte alla realizzazione di annessi da giardino, box ed autorimesse, bungalow e casette da campeggio. Le case in legno, infatti, rappresentano una soluzione costruttiva moderna in grado di rispondere efficacemente agli attuali obblighi normativi in materia di sicurezza, di antisismicità, di isolamento termoacustico delle costruzioni. Per questo motivo vanno considerate una valida opzione rispetto alla tradizionale muratura in opera.

L’iter burocratico per la realizzazione di una casa prefabbricata in legno (a catalogo o a progetto, a pareti intelaiate o in xlam) è il medesimo delle costruzioni in latero-cemento e dipende esclusivamente da quanto previsto dai regolamenti locali del comune di edificazione.

Il percorso autorizzativo seguirà, caso per caso la specifica prassi ordinaria, che potrà prevedere un passaggio in Commissione Edilizia ed il rilascio di un Permesso di Costruire o una semplice S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

E’ quindi necessario affidarsi ad un tecnico abilitato che elabori il progetto architettonico e si occupi di preparare e consegnare tutte le pratiche che richiede l’ufficio comunale di competenza. Se l’area interessata è soggetta a particolari vincoli o richiede il rilascio del parere preventivo di uno o più enti, il tecnico provvederà all’allestimento di tutte le pratiche necessarie per ottenere tutti i permessi,  ad esempio, l’autorizzazione paesaggistica da richiedere alla Soprintendenza ai beni ambientali.

Sarà inoltre necessario un tecnico abilitato che elabori il progetto strutturale che andrà depositato all’ufficio di competenza territoriale. Il progetto strutturale sarà possibile solo dopo aver eseguito il rilievo e la relazione geologica.

Il rilascio del nulla osta comunale permette di dare il via ai lavori di costruzione (generalmente entro un anno dalla concessione, con l’obbligo di terminare il cantiere entro tre anni).

Le spese da sostenere per gli oneri comunali (urbanizzazione primaria e secondaria, costo di costruzione, bolli e diritti di segreteria) non dipendono dal sistema costruttivo scelto, ma dalle caratteristiche e dalle dimensioni dell’edificio: una casa in muratura e una casa identica per tipologia e cubatura in legno richiedono esattamente lo stesso iter burocratico sono assoggettate allo stesso identico esborso nei confronti dell’amministrazione comunale.

Si riporta di seguito un elenco di pratiche che vanno preparate per la realizzazione e la conclusione dei lavori di un edificio. La pratiche in grassetto sono quelle sempre necessarie; le rimanenti sono quelle richieste qualora si presentino particolari vincoli e/o condizioni.

Progettazione architettonica

Computi metrici per la scelta delle imprese a cui affidare il lavoro

Capitolato speciale d’appalto

Redazione della pratica edilizia in comune (Permesso di Costruire, SCIA, CIL…)

Rilievo e relazione geologica

Pratica al Genio Civile per le opere strutturali

Pratica per l’Autorizzazione Paesaggistica

Pratica per l’acustica (L.R. 15 del 2001 e DGR 673 del 2004)

Pratica Vigili urbani per apertura passi carrabili

Pratica fognature

Provvedimento di VIA o AIA

Pratica Vigili del fuoco

Pratica per la certificazione energetica

Piano di lavoro di demolizione o rimozione amianto

Pratica AUSL

Progetto degli impianti (dm 37/2008)

Sicurezza del cantiere

Collaudo finale

Accatastamento

Pratica di fine lavori e agibilità

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Cos’è la Bio Edilizia?

Il quinto video di Woody Solution parla della Bio Edilizia.

 

CHE COS’È LA BIOEDILIZIA

La Bioedilizia è l’alternativa intelligente all’architettura tradizionale. E’ “costruire e vivere sano”.

  • È “costruire sano”, perché prevede l’utilizzo prevalente di materiali ecosostenibili, il cui impatto sull’ambiente è minimo e questo significa salvaguardare il pianeta e le sue risorse.
  • È “vivere sano”, perché utilizza materiali, in particolare il legno, che non solo non emettono sostanze potenzialmente dannose per la salute dall’uomo e dell’ambiente di cui questo è parte integrante, ma garantiscono anche benessere e comfort

Ma è soprattutto è “vivere intelligente”.

  • Perché la bioedilizia permette di ottenere valori di isolamento termico decisamente superiori a quelli garantiti da una tradizionale costruzione in laterizi.
  • Perché si riducono drasticamente i costi per il riscaldamento nei mesi più freddi e per il raffrescamento nei mesi più caldi.
  • Perché così si abbassano le emissioni di CO2.

Anche per il mondo delle costruzioni la sostenibilità è oggi un imperativo: siamo ormai tutti consapevoli che le risorse della Terra non sono illimitate e che è nostro dovere non intaccare il capitale naturale; sappiamo ormai che, “se tutti continueremo a bruciare materiali fossili accelerando il riscaldamento globale, a prelevare massicce frazioni di biomassa e a restituire rifiuti non biodegradabili, avremo bisogno per fine secolo dell’equivalente di tre pianeti, missione impossibile.”

La scelta tornare al legno – il più antico materiale usato dall’uomo per costruire le sue abitazioni – è il frutto di questa nuova consapevolezza.

Il legno è per sua natura un materiale bio-sostenibile, organico e rinnovabile, solido e duraturo:

  • ha un bassissimo impatto sull’ambiente sia nella fase della lavorazione che, soprattutto, nella fase della dismissione;
  • ha un ottimo potere isolante e permette di ridurre in maniera sostanziale le spese energetiche: elettricità e gas metano.

Con una progettazione integrata è possibile azzerare l’impatto ambientale coniugando la scelta di materiali ecosostenibili a impianti per lo sfruttamento di fonti di energia rinnovabili, così da trasformare l’edificio in un involucro organico, totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico.

 

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Case in Legno e Terremoto

Il quarto video di Woody Solution parla del comportamento delle case in legno in caso di terremoto.

 

LE CASE IN LEGNO SONO SICURE IN CASO DI TERREMOTO?

Il problema della sicurezza sismica delle case è in questo periodo di grande attualità, ma purtroppo, come spesso accade a seguito di eventi come quelli di cui siamo oggi testimoni, la concitazione e la carica emotiva dei media creano confusione su un argomento che invece deve essere affrontato con rigore scientifico e competenza tecnologica.

Innanzitutto è necessario sottolineare che la prestazione antisismica di un edificio è prevalentemente legata alle modalità della progettazione, e non unicamente ai materiali utilizzati.

Il legno è certamente un materiale le cui proprietà intrinseche ottimizzano la resistenza sismica di un edificio, ma questo non è sufficiente. L’attuale normativa definisce in modo preciso e dettagliato le regole e i parametri da rispettare perché una casa, che sia in muratura, in cemento armato o in legno, possa essere definita antisismica.

Di seguito elenchiamo una serie di motivi con l’intento di spiegare perché il legno può essere annoverato tra i materiali da preferire in una zona sismica.

Sette cose da sapere…

Fonte: Promolegno

  • Il legno è molto più leggero degli altri materiali da costruzione. Poiché le forze agenti su una costruzione in caso di sisma sono proporzionali alla massa della costruzione stessa, essendo la massa del legno circa ¼ di quella del calcestruzzo, la sollecitazione sismica avrà un impatto proporzionalmente inferiore.
  • Il legno presenta un comportamento meccanico particolarmente favorevole, se confrontato con la sua massa. A parità di massa, la resistenza meccanica del legno è fra le migliori in assoluto. Questo significa che le strutture in legno sono in grado di assorbire molto meglio di altri materiali anche forze e sollecitazioni importanti.
  • Per le sue caratteristiche meccaniche, il legno è naturalmente elastico e quindi sopporta facilmente una lieve deformazione: questo si manifesta in modo positivo in particolar modo durante l’azione del sisma, in quanto la minor rigidezza (cioè la maggiore deformabilità) della costruzione permette di meglio assorbire l’onda sismica.
  • L’edificio in legno non è mai un corpo monolitico, ma è formato da diversi elementi (di regola parete e solaio) uniti tra loro attraverso connessioni meccaniche (detti anche giunti o collegamenti). Queste, se ben progettate e realizzate, favoriscono la deformabilità della costruzione e contribuiscono a dissipare l’energia sprigionata dal sisma, evitando così il crollo della struttura. Di fatto, la sicurezza sismica di un edificio in legno dipende anche dalle connessioni e dalla loro corretta progettazione.
  • I moderni edifici in legno sono progettati privilegiando l’utilizzo di elementi piani, come le pareti e le solette di pannelli X-Lam (legno massiccio a strati incrociati) o il telaio di legno ricoperto di pannelli OSB (Oriented Strand Board) in caso di struttura intelaiata. Le costruzioni a elementi piani sono più resistenti in caso di sisma rispetto alle costruzioni eseguite con elementi lineari (per esempio le strutture a pilastri) perché la rigidezza e la resistenza della struttura sono distribuite su tutta la costruzione e non sono concentrate in pochi punti.
  • L’X-Lam,il più tecnologico tra i cosiddetti “legni ingegnerizzati” (che comprendono anche il legno lamellare), risulta essere un materiale particolarmente adatto in caso di sisma. E’ resistente e rigido poiché grazie alla sua composizione a più strati incrociati, cioè ruotati di 90° uno rispetto all’altro, è in grado di assorbire e di trasmettere alle fondamenta sollecitazioni e forze provenienti da ogni direzione.
  • Dopo un terremoto (o altri eventi distruttivi come gli incendi), l’edificio in legno è più facilmente riparabile rispetto alle costruzioni tradizionali, infatti si possono facilmente sostituire le parti e le connessioni danneggiate ed, in alcuni casi, è possibile recuperare la sua portanza e renderlo nuovamente abitabile, consentendo ai proprietari di recuperare parte del patrimonio distrutto dall’evento naturale.
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