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come è fatta una casa a Telaio?

L’ottavo video di Woody Solution parla del sistema costruttivo a Telaio.

 

COME E’ FATTA UNA CASA A TELAIO?

Uno dei sistemi costruttivi più collaudati per la realizzazione di case in legno è senza dubbio il sistema a telaio o “Platform Frame”.

Le origini di questo sistema, nato in America settentrionale, risalgono al periodo della colonizzazione del continente e, da allora, si è sempre più diffuso, fino ad arrivare ad occupare, nel continente nordamericano, la quasi totalità del mercato dell’edilizia residenziale, e nel resto del mondo, una quota sempre più ampia.

Nel sistema costruttivo a telaio gli elementi portanti sono le pareti, formate da un’intelaiatura costituita da montanti di legno, posti ad un interasse di circa 60cm e completati da un corrente inferiore ed un corrente superiore, di uguale sezione, inchiodati ai montanti.

Su un lato dell’intelaiatura (in alcuni casi per esigenze strutturali su entrambi i lati) viene inchiodato il rivestimento portante, formato da pannelli a base legno o gesso. Questi pannelli, svolgono la funzione di impedire l’instabilizzazione dei montanti per effetto dell’azione dei carichi verticali, e i montanti stessi a loro volta impediscono lo svergolamento dei pannelli.

La sezione dei montanti e dei correnti e lo spessore dei pannelli è determinata dalle esigenze di calcolo; infatti, più elevate saranno le sollecitazioni, maggiori saranno le sezioni richieste.

Ma le pareti, oltre a svolgere le fondamentali funzioni di portare i carichi verticali e di resistere alle azioni orizzontali (vento e sisma), sono anche elementi di tamponamento verticale che scandiscono la geometria esterna della costruzione e le sue partizioni interne. Questo è reso possibile grazie alla possibiltà di inserire porte e finestre, che andranno realizzate rinforzando il telaio per mezzo del raddoppio dei montanti e delle architravature.

Lo spazio tra un montante e l’altro viene riempito con del materiale isolante; il lato interno è rifinito con un pannello di rivestimento, il lato esterno, dalla finitura desiderata, che potrà essere ad esempio a cappotto più intonaco o in pietra o in legno.

 

Pareti, solai e coperture, realizzati in questa maniera, possono essere prodotti in stabilimento a differenti livelli di prefabbricazione e successivamente montati in cantiere, permettendo la rapida chiusura della costruzione.

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Come si comporta una struttura in legno soggetta a incendio?

Il settimo video di Woody Solution parla del comportamento al fuoco di una struttura in legno.

 

COME SI COMPORTA UNA STRUTTURA IN LEGNO SOGGETTA A INCENDIO?

Opinione comune e diffusa è che dove c’è legno, c’è rischio di incendio.

Il legno brucia, e ciò è vero, perché il legno è un materiale combustibile. Questo però non significa che le strutture in legno non possiedano resistenza al fuoco e che siano più vulnerabili rispetto alle strutture in acciaio o cemento armato.

E’ importante sottolineare che raramente le strutture in legno contribuiscono ad alimentare un incendio, anzi manifestano un comportamento migliore rispetto a quello che avviene in strutture realizzate con altri materiali.

Vediamo di seguito gli aspetti principali del comportamento di un elemento strutturale in legno sottoposto ad incendio:

– Il legno brucia molto lentamente, grazie alla presenza di acqua al suo interno, dall’esterno verso l’interno dell’elemento, con modalità note e prevedibili; non solo: gli strati esterni carbonizzati “proteggono” gli strati interni (vedi figura n. 1)

Il legno non ancora carbonizzato (cioè non ancora intaccato dall’azione dell’incendio) rimane efficiente dal punto di vista meccanico

– La rottura meccanica dell’elemento avviene quando la parte della sezione non ancora carbonizzata è talmente ridotta da non riuscire più ad assolvere alla sua funzione portante.

La velocità di carbonizzazione del legno è pari a solo 0,7 mm al minuto; come abbiamo visto, lo strato carbonizzato funge da protezione al fuoco per lo stato interno, la portata dell’edificio è perciò garantita per alcune ore, un tempo senz’altro sufficiente per allontanarsi in sicurezza dall’abitazione e, in alcuni casi, per permettere lo spegnimento dell’incendio, limitando i danni all’edificio.

Fig. 1

 

Se poi si confronta il comportamento del legno con quello di altri materiali da costruzione più tradizionalmente utilizzati nel nostro paese e verso i quali normalmente non c’è alcun pregiudizio rispetto alla loro resistenza nei confronti dell’incendio, non essendo materiali combustibili, si capisce ancora meglio perché il legno sia addirittura da preferire.

– Gli elementi strutturali di acciaio non bruciano, ma il materiale subisce un rapido decadimento delle proprietà meccaniche in funzione della temperatura, al punto da avere, attorno agli 800°, le prestazioni meccaniche ridotte addirittura dell’80/90%! Essendo infatti l’acciaio un buon conduttore di calore, la temperatura aumenta rapidamente in tutta la sezione e le capacità portanti vengono perse in pochi minuti (vedi figura n. 2)

Figura n. 2

Scena post incendio: si vede una trave in legno supportare due travi in acciaio deformate.

– Nelle costruzioni in calcestruzzo armato, la resistenza al fuoco è determinata dallo spessore del rivestimento delle armature metalliche, che rallenta l’aumento di temperatura nell’acciaio.

– Nelle strutture di legno i punti deboli sono le unioni, che presentano elementi metallici a vista come scarpe, piastre, ecc. Queste, se non protette, sono le prime a cedere durante l’incendio.

Cosa avviene pertanto negli edifici a struttura in legno?

Nelle case in legno l’ossatura portante dell’edificio si trova all’interno di un insieme di materiali che fungono da protezione per il legno stesso.

Ad esempio, nel lato interno un rivestimento della parete o del solaio con un pannello di cartongesso standard da 15mm di spessore fornisce un’ulteriore resistenza al fuoco di 19min, se posato con intercapedine vuota superiore a 2mm di spessore. Se l’intercapedine è di 4cm ed è riempita con lana di roccia, tale valore aumenta fino a 35min!

Anche la protezione data dal rivestimento esterno dell’edificio contribuisce a rallentare la propagazione dell’incendio.

Prove sperimentali, come il Progetto Sofie, hanno dimostrato che un edificio in legno di tre piani, completato con i materiali costruttivi usualmente utilizzati per rivestimenti sia interni che esterni, può resistere ad un incendio reale della durata di un’ora, senza subire alcun danno irreversibile alle strutture portanti e senza causare serio pericolo agli occupanti. Inoltre, gli ambienti hanno una buona tenuta non solo nei confronti delle fiamme, ma anche nei confronti del pericolo di passaggio di fumi e della propagazione dell’incendio da un ambiente all’altro.

Queste osservazioni ci permettono di sfatare i luoghi comuni e di ribadire non solo che le strutture in legno hanno un ottimo comportamento in caso di incendio, ma che risultano anche più facilmente riparabili rispetto a strutture in acciaio o in cemento armato.

 

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Quale Iter burocratico segue la realizzazione di una casa in legno?

Il sesto video di Woody Solution parla dell’iter burocratico che segue una casa in legno.

QUALE ITER BUROCRATICO SEGUE LA REALIZZAZIONE DI UNA CASA IN LEGNO?

Ancora oggi in Italia per la maggior parte delle persone la casa in legno è una casetta di piccole dimensioni, magari venduta in megastore accanto agli articoli da giardinaggio… Nulla di più sbagliato! Le soluzioni costruttive in legno, che si possono legittimamente includere nella categoria delle “case prefabbricate” a basso consumo energetico, non vanno assolutamente confuse con le strutture in legno rivolte alla realizzazione di annessi da giardino, box ed autorimesse, bungalow e casette da campeggio. Le case in legno, infatti, rappresentano una soluzione costruttiva moderna in grado di rispondere efficacemente agli attuali obblighi normativi in materia di sicurezza, di antisismicità, di isolamento termoacustico delle costruzioni. Per questo motivo vanno considerate una valida opzione rispetto alla tradizionale muratura in opera.

L’iter burocratico per la realizzazione di una casa prefabbricata in legno (a catalogo o a progetto, a pareti intelaiate o in xlam) è il medesimo delle costruzioni in latero-cemento e dipende esclusivamente da quanto previsto dai regolamenti locali del comune di edificazione.

Il percorso autorizzativo seguirà, caso per caso la specifica prassi ordinaria, che potrà prevedere un passaggio in Commissione Edilizia ed il rilascio di un Permesso di Costruire o una semplice S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

E’ quindi necessario affidarsi ad un tecnico abilitato che elabori il progetto architettonico e si occupi di preparare e consegnare tutte le pratiche che richiede l’ufficio comunale di competenza. Se l’area interessata è soggetta a particolari vincoli o richiede il rilascio del parere preventivo di uno o più enti, il tecnico provvederà all’allestimento di tutte le pratiche necessarie per ottenere tutti i permessi,  ad esempio, l’autorizzazione paesaggistica da richiedere alla Soprintendenza ai beni ambientali.

Sarà inoltre necessario un tecnico abilitato che elabori il progetto strutturale che andrà depositato all’ufficio di competenza territoriale. Il progetto strutturale sarà possibile solo dopo aver eseguito il rilievo e la relazione geologica.

Il rilascio del nulla osta comunale permette di dare il via ai lavori di costruzione (generalmente entro un anno dalla concessione, con l’obbligo di terminare il cantiere entro tre anni).

Le spese da sostenere per gli oneri comunali (urbanizzazione primaria e secondaria, costo di costruzione, bolli e diritti di segreteria) non dipendono dal sistema costruttivo scelto, ma dalle caratteristiche e dalle dimensioni dell’edificio: una casa in muratura e una casa identica per tipologia e cubatura in legno richiedono esattamente lo stesso iter burocratico sono assoggettate allo stesso identico esborso nei confronti dell’amministrazione comunale.

Si riporta di seguito un elenco di pratiche che vanno preparate per la realizzazione e la conclusione dei lavori di un edificio. La pratiche in grassetto sono quelle sempre necessarie; le rimanenti sono quelle richieste qualora si presentino particolari vincoli e/o condizioni.

Progettazione architettonica

Computi metrici per la scelta delle imprese a cui affidare il lavoro

Capitolato speciale d’appalto

Redazione della pratica edilizia in comune (Permesso di Costruire, SCIA, CIL…)

Rilievo e relazione geologica

Pratica al Genio Civile per le opere strutturali

Pratica per l’Autorizzazione Paesaggistica

Pratica per l’acustica (L.R. 15 del 2001 e DGR 673 del 2004)

Pratica Vigili urbani per apertura passi carrabili

Pratica fognature

Provvedimento di VIA o AIA

Pratica Vigili del fuoco

Pratica per la certificazione energetica

Piano di lavoro di demolizione o rimozione amianto

Pratica AUSL

Progetto degli impianti (dm 37/2008)

Sicurezza del cantiere

Collaudo finale

Accatastamento

Pratica di fine lavori e agibilità

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Cos’è la Bio Edilizia?

Il quinto video di Woody Solution parla della Bio Edilizia.

 

CHE COS’È LA BIOEDILIZIA

La Bioedilizia è l’alternativa intelligente all’architettura tradizionale. E’ “costruire e vivere sano”.

  • È “costruire sano”, perché prevede l’utilizzo prevalente di materiali ecosostenibili, il cui impatto sull’ambiente è minimo e questo significa salvaguardare il pianeta e le sue risorse.
  • È “vivere sano”, perché utilizza materiali, in particolare il legno, che non solo non emettono sostanze potenzialmente dannose per la salute dall’uomo e dell’ambiente di cui questo è parte integrante, ma garantiscono anche benessere e comfort

Ma è soprattutto è “vivere intelligente”.

  • Perché la bioedilizia permette di ottenere valori di isolamento termico decisamente superiori a quelli garantiti da una tradizionale costruzione in laterizi.
  • Perché si riducono drasticamente i costi per il riscaldamento nei mesi più freddi e per il raffrescamento nei mesi più caldi.
  • Perché così si abbassano le emissioni di CO2.

Anche per il mondo delle costruzioni la sostenibilità è oggi un imperativo: siamo ormai tutti consapevoli che le risorse della Terra non sono illimitate e che è nostro dovere non intaccare il capitale naturale; sappiamo ormai che, “se tutti continueremo a bruciare materiali fossili accelerando il riscaldamento globale, a prelevare massicce frazioni di biomassa e a restituire rifiuti non biodegradabili, avremo bisogno per fine secolo dell’equivalente di tre pianeti, missione impossibile.”

La scelta tornare al legno – il più antico materiale usato dall’uomo per costruire le sue abitazioni – è il frutto di questa nuova consapevolezza.

Il legno è per sua natura un materiale bio-sostenibile, organico e rinnovabile, solido e duraturo:

  • ha un bassissimo impatto sull’ambiente sia nella fase della lavorazione che, soprattutto, nella fase della dismissione;
  • ha un ottimo potere isolante e permette di ridurre in maniera sostanziale le spese energetiche: elettricità e gas metano.

Con una progettazione integrata è possibile azzerare l’impatto ambientale coniugando la scelta di materiali ecosostenibili a impianti per lo sfruttamento di fonti di energia rinnovabili, così da trasformare l’edificio in un involucro organico, totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico.

 

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Case in Legno e Terremoto

Il quarto video di Woody Solution parla del comportamento delle case in legno in caso di terremoto.

 

LE CASE IN LEGNO SONO SICURE IN CASO DI TERREMOTO?

Il problema della sicurezza sismica delle case è in questo periodo di grande attualità, ma purtroppo, come spesso accade a seguito di eventi come quelli di cui siamo oggi testimoni, la concitazione e la carica emotiva dei media creano confusione su un argomento che invece deve essere affrontato con rigore scientifico e competenza tecnologica.

Innanzitutto è necessario sottolineare che la prestazione antisismica di un edificio è prevalentemente legata alle modalità della progettazione, e non unicamente ai materiali utilizzati.

Il legno è certamente un materiale le cui proprietà intrinseche ottimizzano la resistenza sismica di un edificio, ma questo non è sufficiente. L’attuale normativa definisce in modo preciso e dettagliato le regole e i parametri da rispettare perché una casa, che sia in muratura, in cemento armato o in legno, possa essere definita antisismica.

Di seguito elenchiamo una serie di motivi con l’intento di spiegare perché il legno può essere annoverato tra i materiali da preferire in una zona sismica.

Sette cose da sapere…

Fonte: Promolegno

  • Il legno è molto più leggero degli altri materiali da costruzione. Poiché le forze agenti su una costruzione in caso di sisma sono proporzionali alla massa della costruzione stessa, essendo la massa del legno circa ¼ di quella del calcestruzzo, la sollecitazione sismica avrà un impatto proporzionalmente inferiore.
  • Il legno presenta un comportamento meccanico particolarmente favorevole, se confrontato con la sua massa. A parità di massa, la resistenza meccanica del legno è fra le migliori in assoluto. Questo significa che le strutture in legno sono in grado di assorbire molto meglio di altri materiali anche forze e sollecitazioni importanti.
  • Per le sue caratteristiche meccaniche, il legno è naturalmente elastico e quindi sopporta facilmente una lieve deformazione: questo si manifesta in modo positivo in particolar modo durante l’azione del sisma, in quanto la minor rigidezza (cioè la maggiore deformabilità) della costruzione permette di meglio assorbire l’onda sismica.
  • L’edificio in legno non è mai un corpo monolitico, ma è formato da diversi elementi (di regola parete e solaio) uniti tra loro attraverso connessioni meccaniche (detti anche giunti o collegamenti). Queste, se ben progettate e realizzate, favoriscono la deformabilità della costruzione e contribuiscono a dissipare l’energia sprigionata dal sisma, evitando così il crollo della struttura. Di fatto, la sicurezza sismica di un edificio in legno dipende anche dalle connessioni e dalla loro corretta progettazione.
  • I moderni edifici in legno sono progettati privilegiando l’utilizzo di elementi piani, come le pareti e le solette di pannelli X-Lam (legno massiccio a strati incrociati) o il telaio di legno ricoperto di pannelli OSB (Oriented Strand Board) in caso di struttura intelaiata. Le costruzioni a elementi piani sono più resistenti in caso di sisma rispetto alle costruzioni eseguite con elementi lineari (per esempio le strutture a pilastri) perché la rigidezza e la resistenza della struttura sono distribuite su tutta la costruzione e non sono concentrate in pochi punti.
  • L’X-Lam,il più tecnologico tra i cosiddetti “legni ingegnerizzati” (che comprendono anche il legno lamellare), risulta essere un materiale particolarmente adatto in caso di sisma. E’ resistente e rigido poiché grazie alla sua composizione a più strati incrociati, cioè ruotati di 90° uno rispetto all’altro, è in grado di assorbire e di trasmettere alle fondamenta sollecitazioni e forze provenienti da ogni direzione.
  • Dopo un terremoto (o altri eventi distruttivi come gli incendi), l’edificio in legno è più facilmente riparabile rispetto alle costruzioni tradizionali, infatti si possono facilmente sostituire le parti e le connessioni danneggiate ed, in alcuni casi, è possibile recuperare la sua portanza e renderlo nuovamente abitabile, consentendo ai proprietari di recuperare parte del patrimonio distrutto dall’evento naturale.
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I Tempi di Costruzione

Il terzo video di Woody Solution parla delle tempistiche di realizzazione di una casa in legno.

 

QUANTO TEMPO OCCORRE PER REALIZZARE UNA CASA PREFABBRICATA IN LEGNO?

Uno dei vantaggi delle costruzioni in legno è senza dubbio la drastica riduzione dei tempi di esecuzione.

È vero, la casa in legno è a tutti gli effetti un edificio, ed in quanto tale è soggetta al medesimo iter burocratico degli edifici tradizionali, però si differenzia notevolmente da questi per i tempi richiesti nella fase di realizzazione.

Questo è possibile grazie ad un approccio alla fase progettuale ed alla fase di cantiere totalmente differente rispetto a quello che si ha nelle costruzioni tradizionali. Nell’edilizia tradizionale infatti, si inizia il cantiere con la realizzazione dell’ossatura portante in cemento armato e si rimandano le scelte – ad esempio impiantistiche o anche di distribuzione interna – ad uno step più avanzato – Di conseguenza accade spesso che ci si trovi a realizzare ad esempio una parete e poi demolirne una parte, se non tutta, per consentire ad esempio il passaggio degli impianti, una modifica dell’arredamento o semplicemente un cambio di idea

Questo negli edifici in legno non accade perché generalmente la casa in legno richiede una fase di prefabbricazione, cioè una fase progettuale, molto più definita e dettagliata rispetto a quella che caratterizza l’edilizia tradizionale.

Più dettagliata è questa fase, più elementi – dalla struttura ai complementi – potranno essere preparati già prima di arrivare in cantiere. Di conseguenza minori saranno gli imprevisti e gli errori, quindi anche i tempi richiesti per la realizzazione vera e propria.

Un altro fattore molto importante è il risparmio economico che si ha grazie all’ottimizzazione delle materie prime e delle tempistiche di costruzione: quando tutto è definito, tutto può essere organizzato e previsto in anticipo!

Sembra quasi impossibile a credersi, ma l’ossatura portante di una casa prefabbricata in legno di medie dimensioni, se ben progettata, può essere realizzata in pochi giorni.

I tempi di realizzazione sono infatti accelerati dalle potenzialità che offre un sistema prefabbricato. E’ senza dubbio maggiore il tempo richiesto nella realizzazione di un telaio in cemento armato che prevede la preparazione delle casseforme, dei ferri, il getto e l’attesa dei tempi di maturazione, rispetto a quello richiesto da un sistema prefabbricato in legno. In quest’ultimo infatti in cantiere arrivano gli elementi già tagliati a misura e numerati, di conseguenza si tratterà solo di posizionarli come indica il progetto e collegarli tra loro generalmente con viti o chiodi.

In tanti ci chiedono quanto tempo serve a realizzare questa tipologia di edifici: la risposta non può essere univoca, ogni edificio ha le sue caratteristiche e le sue complessità ed è quindi difficile generalizzare, però in base alla nostra esperienza possiamo affermare che per realizzare un’abitazione di circa 100mq ci possono volere dai 3 ai 6 mesi, in base alla complessità del progetto e al livello di definizione raggiunta in fase progettuale.

Di conseguenza va da sé che minore sarà il tempo richiesto dalla fase di cantiere, maggiore sarà il risparmio economico!

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Che cos’è una casa in legno?

Il secondo video di Woody Solution spiega che cos’è una casa in legno.

Una casa in legno è un’abitazione in cui la struttura portante è costituita da elementi lignei (che possono essere travi e pilastri o interi pannelli) mentre tutto il resto è realizzato come nelle tradizionali costruzioni, con l’accortezza di utilizzare solo materiali naturali.

Questo significa che una casa in legno potrà ad esempio avere, come una casa tradizionale, diverse tipologie di rivestimenti esterni ed interni, tanto che, nemmeno un tecnico esperto di solito è in grado di percepire se un edificio è realizzato in legno o con altri sistemi costruttivi.

Come anticipato, è fondamentale che insieme al legno vengano utilizzati materiali naturali, che permettano alla struttura di poter interagire sempre con l’ambiente circostante; il legno infatti tende a scambiare costantemente vapore acqueo con l’ambiente che lo circonda, donando vapore, se l’ambiente è secco e assorbendo umidità se l’ambiente è umido.

Questa funzione di regolatore dell’umidità è possibile solo se al legno è consentito respirare e quindi, solo se i materiali che lo rivestono sono naturali e permeabili al vapore acqueo.

Un rivestimento esterno realizzato con cappotto e intonaco potrà ad esempio, essere realizzato con sughero, fibra di legno o lane minerali; ma anche la finitura esterna dell’intonaco dovrà essere costituita da materiali che assicurino la traspirabilità.

Anche all’interno le pareti delle stanze potranno avere le rifiniture che più si desiderano

Esteriormente, dunque, una casa in legno non risulta affatto diversa da una tradizionale casa in cemento, ad essere diversa è però la qualità dell’aria all’interno dell’edificio, dunque, la qualità della vita di chi la abita.

I materiali utilizzati infatti fanno della casa in legno un organismo che collabora con l’ambiente esterno, migliorando la salubrità dell’aria al suo interno. Se poi questo organismo viene progettato assieme ad un’accurata progettazione impiantistica, può anche diventare autosufficiente dal punto di vista energetico, garantendo così un notevole risparmio economico nei costi di gestione.

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Woody – Il nuovo Canale YouTube

Vi presentiamo il nostro nuovo canale Youtube. Una raccolta di video dedicati al settore delle case in legno e relativa impiantistica.

Un settore in evoluzione come quello delle case in legno necessita di continui aggiornamenti e chiarimenti.

Woody Solution ha pensato ad un canale youtube contenente delle miniclip video di spiegazione e chiarimento in merito al settore delle case in legno e relativa impiantistica.

Ogni settimana potrai trovare sui nostri canali social un nuovo video.

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La maggior parte della popolazione italiana ha della casa in legno, una immagine ben precisa: un edificio di uno o al massimo due piani, con tetto a due spioventi e realizzata con travi di legno visibili sia dall’interno che dall’esterno; insomma, la tipica casa-baita che possiamo vedere nelle montagne dell’Appennino o delle Alpi.

In realtà, grazie alle nuove tecnologie ed ai nuovi materiali disponibili, è possibile realizzare strutture ad ossatura lignea, che possono adattarsi a qualunque ambiente, dalla montagna al centro città; tanto che nemmeno un tecnico esperto è in grado di valutare dall’esterno se un edificio è realizzato in muratura, in cemento armato o in legno.

La dimostrazione di ciò sono i già numerosi edifici pluripiano che città più all’avanguardia delle nostre propongono ormai da diversi anni.

Un esempio della versatilità del materiale, della sua velocità di montaggio e della possibilità di sviluppo anche in verticale è sicuramente il Murray Grove a Londra, progettato dallo studio Waugh Thistleton Architects e completato nell’anno 2009.

Con i suoi 9 piani costruiti in 9 settimane con soli elementi X–Lam, sia per le strutture portanti che per quelle portate, così come per i vani di scale e gli ascensori, il Murray Grove rappresenta anche un tipico modello di social housing, proponendo diverse tipologie di alloggi per differenti esigenze e portafogli.

Ma questo è solo uno dei tanti esempi (e ormai anche datato!!) presenti nel territorio Londinese, e come a Londra, anche in altre città all’avanguardia. La realizzazione di edifici in legno è ormai all’ordine del giorno.

Nello scenario costruttivo italiano invece, la realizzazione di case in legno, è ancora un evento sporadico e visto generalmente, come una grande incognita, avvolta da migliaia di dubbi e spesso complicata da tanti falsi miti.

A differenza, di quello che è accaduto in altri paesi, anche molto vicini a noi, come Francia e Germania, che hanno continuato ad utilizzare il legno nelle costruzioni, coniugandolo con le cambiate esigenze della popolazione, in Italia, in ambito edilizio si è utilizzato quasi esclusivamente il cemento, riservando il legno a funzioni accessorie e decorative.

E’ per questo motivo che abbiamo deciso di fare chiarezza su che cosa sia un edificio in legno, proponendovi settimanalmente dei video e degli articoli che tocchino, di volta in volta, i diversi aspetti della costruzione.

Cercheremo di spiegare nel modo più semplice possibile, anche concetti estremamente tecnici, in modo che le case in legno, siano finalmente un’abitudine del costruire sano.

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Valeria Mariani, la visione della casa eco-sostenibile e il progetto Woody.

Vi presentiamo Valeria Mariani che, insieme a TCS energie, ha creato il progetto eco-sostenibile Woody.

Ve lo presentiamo con una intervista a Valeria che ci spiega il motivo per cui ha deciso di intraprendere un lavoro eco-sostenibile con il legno.

1- Perchè hai scelto questo settore?

Sembra stano a dirsi, ma in realtà io non ho scelto di fare questo lavoro…. è lui che ha scelto me! 

E’ stata una successione di eventi che mi hanno vista partecipe, che mi hanno dato la possibilità di incontrare persone appassionate di questo lavoro e che mi hanno portato oggi ad essere quella che sono e soprattutto ad avere questa grande passione, le costruzioni in legno e il mondo eco-sostenibile.

2- Perchè è stata importante la tua formazione in Francia?

Fino al 2004 ero ignara di tutto, credevo “finirò il mio percorso di studi e porterò avanti l’ufficio di famiglia”, con quella che sarebbe stata anche una grande soddisfazione di mio padre; ma ancora ero solo a metà del mio cammino universitario ed ero ignara che sarebbe cambiato tutto.

Desiderosa di voler fare un’esperienza lavorativa all’estero, mi consigliarono di contattare un ingegnere di origini italiane che aveva uno studio di progettazione in Bretagna, nel nord della Francia, e che -appunto- si occupava di strutture in legno.

Io nemmeno sapevo cosa fosse una struttura in legno, frequentavo la facoltà di ingegneria all’Università degli Studi di Bologna e allora si studiavano solamente le strutture in acciaio e cemento armato…altro che mondo eco-sostenibile!

Il legno appariva solamente nelle coperture di edifici antichi, ma non veniva comunque studiato come materiale da costruzione, e assolutamente non si analizzavano i notevoli passi avanti che già all’epoca erano stati fatti sulle nuove tecnologie delle costruzioni lignee.

Così quando arrivai in Francia nello studio dell’Ing. Jean Pierre Albertani, non sapevo cosa avrei fatto e cosa avrei potuto realizzare con il legno. Con lui passarono quattro mesi intensi di formazione professionale, progettazione ed esperienze concrete di cantiere.

Lavoravo tutti i giorni nel suo studio e alla sera e nei weekend riscrivevo tutti gli appunti delle cose apprese o mi preparavo per essere pronta in cantiere il giorno dopo; spesso infatti dovevo recarmi da sola sui cantieri e controllare come procedevano i lavori e l’inesperienza era complicata anche dal fatto che ero donna, molto giovane e che dovevo farmi capire e rispettare in un paese straniero!

E così in quattro mesi ebbi la fortuna di poter partecipare alla realizzazione della mia prima casa in legno.

Una volta rientrata in Italia, non avevo più dubbi, per me non esistevano più cemento armato e acciaio, continuai ad affrontare tutti gli esami rimanenti progettando con il legno e una volta laureata, iniziai a lavorare per un’azienda locale che appunto si occupava di strutture lignee.

Allora le aziende che si occupavano di legno nella mia zona realizzavano principalmente coperture ma anche qui ebbi molta fortuna perché riuscii ad essere assunta nell’azienda che desideravo, in cui uno dei due titolari, l’Ing. Federica Fabbri mi assunse per portare avanti un nuovo progetto: iniziare a realizzare case in legno.

E così facemmo. In pochi anni ho avuto la fortuna di partecipare alla realizzazione di numerose abitazioni e soprattutto di assistere ad un cambio radicale dello scenario edilizio in cui, fino a pochi anni fa, la casa in legno era “quella dei tre porcellini”.

3- Qual è il trend del mercato di edilizia eco-sostenibile oggi in Italia?

Oggi nello scenario costruttivo italiano vediamo aumentare sempre di più l’interesse verso la realizzazione di edifici eco-sostenibili ed in particolare verso gli edifici in legno.

C’è molta più sensibilità verso tutto ciò che riguarda tutela dell’ambiente e della salute dell’individuo e ciò accade a 360 gradi, in tutti i settori: agricoltura, cosmetica, alimentazione…. E non ultimo il settore delle costruzioni.

Tutto ciò è molto positivo perché, grazie anche ai nuovi sistemi di informazione, persino i non addetti ai lavori sono molto più formati, preparati e aperti all’uso di nuove tecnologie.

Tutto ciò è anche molto rischioso perché – come accade anche negli altri settori- spesso le scelte vengono fatte perché “di moda” o perché si intuisce la prospettiva di un proficuo business. Con il rischio di intraprendere questa strada senza la dovuta sensibilità e le necessarie competenze.

Il legno è un materiale molto diverso da quelli che siamo soliti usare nel settore delle costruzioni, e sinceramente mi spaventa chi si improvvisa e chi fa una non corretta informazione.

4- Dove può, un cittadino, trovare la normativa vigente online?

Le costruzioni in legno sono a tutti gli effetti delle costruzioni e pertanto sono soggette alle medesime norme delle costruzioni tradizionali.

Quindi per realizzare una casa in legno, bisognerà percorrere lo stesso iter burocratico di una casa tradizionale, partendo dalla presenza di un terreno edificabile, un progetto architettonico, un progetto strutturale e tutti i vari permessi richiesti per tutti gli altri edifici.

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